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Terrorismo - Cassazione penale: legittimo il carcere preventivo per chi svolge attività di supporto a gruppi terroristici

06 dicembre 2018 -
Terrorismo - Cassazione penale: legittimo il carcere preventivo per chi svolge attività di supporto a gruppi terroristici

Con la sentenza in esame, la Cassazione ha ritenuto legittimo un provvedimento che dispone la custodia cautelare in carcere, per chi, ai sensi dell’articolo 270-bis del Codice Penale, “promuove costituisce, organizza, dirige o finanzia associazioni con finalità terroristiche o di eversioni dell’ordine democratico”.

 

La vicenda

Le indagini a carico del ricorrente hanno avuto inizio a seguito dell’arresto di un terrorista ceceno, a cui era stata concessa ospitalità presso un’associazione culturale gestita dal ricorrente.

A seguito di ulteriori accertamenti (“una serie di intercettazioni ambientali e servizi di appostamento”), era emerso che l’associazione non veniva utilizzata soltanto come luogo di incontri religiosi e attività sociali, ma anche come base di appoggio per gli aderenti all’ISIS e per finalità di “propaganda e proselitismo”.

Tra le accuse mosse nei riguardi del ricorrente, inoltre, figuravano i suoi legami con il gruppo terroristico e attività di apologia dell’organizzazione per mezzo dei social network, rispondendo pertanto di reato continuato ed istigazione a delinquere, ai sensi di quanto rispettivamente previsto dagli articoli 81 e 414 del Codice Penale.

 

Motivo della decisione

La Suprema Corte ha ritenuto infondate le tesi difensive presentate dal ricorrente avverso il provvedimento emesso dal giudice delle indagini preliminari.

Nel caso di specie, la Cassazione ha affermato che l’effettiva partecipazione ad una struttura associativa di tipo criminale, non si basa su “caratteristiche rigide per qualsivoglia fattispecie di associazione” ma deve essere determinata sulla base della particolare natura del gruppo.

In linea con precedenti orientamenti, la Cassazione chiarisce come il delitto di partecipazione ad un’associazione con finalità di terrorismo (…) ai sensi dell’articolo 270-bis del Codice Penale, possa essere integrato dalla condotta di chi offre in modi differenti, sostegno alle finalità della stessa associazione terroristica, aderendo agli obiettivi perseguiti dalla stessa (al riguardo la Cassazione ha citato il precedente: Sezione Quinta, n. 2651 del 08.10.2015, dep. 2016, Nasr Osama, Rv. 265925).

La Cassazione basandosi su quanto già affermato in precedenza dal giudice per le indagini preliminari, ha ribadito la sussistenza nel caso di specie di valide ragioni per ritenere che il ricorrente fosse concretamente affiliato all’ideologia del gruppo noto come ISIS che, per sue caratteristiche intrinseche, basa la sua intera attività facendo leva su motivazione ideologiche, al fine di reclutare nuovi membri, incitando alla commissione di atti violenti “non sulla base di una centralizzata pianificazione ma per mezzo di scelte autonome dei singoli soggetti”.

News pubblicata in: Criminologia, Diritto penale


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