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L’ordinamento barbaricino

14 aprile 2017 -
L’ordinamento barbaricino

Indice

1. Introduzione

2. L’ordinamento barbaricino non è assimilabile agli ordinamenti delle societas sceleris

3. La genesi

4. La figura di riferimento e il fine

5. I rapporti con l’ordinamento statale

6. La funzione della vendetta

7. Conclusioni

 

 

Abstract

Nel presente lavoro l’autore analizza gli studi di Antonio Pigliaru dell’ordinamento barbaricino, l’attenzione si sofferma, in particolare, sull’istituto della vendetta. Pigliaru utilizza il metodo dell’intervista per indagare il fenomeno della vendetta, arrivando alla conclusione che la vendetta in quell’ordinamento è un istituto.

In this paper, the author analyses Antonio Pigliaru’s studies about ordinamento barbaricino, with particular attention being paid to the institute of revenge. Pigliaru uses the interview method to investigate the phenomenon of vengeance, concluding that vengeance is an institute.

 

1. Introduzione

Il diritto osservato da Pigliaru non è un diritto scritto, ma egli lo ricostruisce codificando ex post ventitré articoli. Nella sua opera La vendetta barbaricina come ordinamento giuridico si inserisce nel dibattito sulla pluralità degli ordinamenti giuridici [2002: 191].  

La pratica della vendetta, secondo Pigliaru [2002: 193], non è solo una componente del fenomeno del banditismo sardo, in quest’ultimo trova solo gli sviluppi e le derive più cruente: “la pratica della vendetta costituisce uno dei temi fondamentali di un fenomeno sociale complesso come il banditismo sardo per quel che riguarda l’aspetto più drammatico e culminante del fenomeno medesimo, nel senso che tra le cause più rilevanti del fenomeno che va sotto il nome di banditismo sardo la vendetta costituisce una delle più rilevanti, soprattutto dal punto di vista dell’intensità delle situazioni che pone in essere. Intensità, non frequenza, qualità dove non quantità”.

 

2. L’ordinamento barbaricino non è assimilabile agli ordinamenti delle societas sceleris

Una volta osservato che la pratica della vendetta non è esclusiva del banditismo, Pigliaru dimostra come l’ordinamento barbaricino non ha nulla a che vedere con gli ordinamenti delle societas sceleris (ordinamenti delle società criminali).

A questo punto bisogna analizzare i seguenti criteri, cogliendo le differenze, per chiarire la non identità del diritto brabaricino con quello di una organizzazione criminale:

  • la genesi;
  • la figura di riferimento e il fine;
  • i rapporti con l’ordinamento statale;
  • la funzione della vendetta.

 

3. La genesi

La genesi dell’ordinamento barbaricino è completamente differente da quella di un ordinamento criminale. La vendetta nell’ordinamento barbaricino ha un’origine consuetudinaria. La genesi degli ordinamenti delle società criminali ha una “matrice contrattuale”. Pigliaru [2002: 196] afferma che “la società dei ladroni, come fatto e come ordinamento, c’è in quanto ogni singolo s’impegna esso per un atto di volontà individuale, e solo in virtù di un esplicito atto di volontà individuale. C’è il ladrone e la sua volontà determinata ad agire con altri ladroni in una determinata disciplina; la società dei ladroni nasce come una società particolare (cioè a fini particolari e determinati) e l’ordinamento di tale società nasce come l’ordinamento di ogni società particolare, a fine determinato”. Egli scrive su questo punto: “nella società dei ladroni l’ordinamento giuridico ha un’origine contrattuale assolutamente esplicita, giacché di fatto nasce come un accordo tra due o più parti per regolare il comportamento proprio delle singole parti sia nei rapporti reciproci sia di fronte al gruppo costituito in vista di una determinata attività comune per il conseguimento di un fine comune” [Pigliaru, 2002: 196].



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n.7770 - ISSN 2239-7752

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