I concorsi pubblici a prova di piano

Castelluccio
Ph. Gianluca Scalpelli / Castelluccio

“Non è solo per quello che facciamo
che siamo ritenuti responsabili, ma anche per quello che non facciamo”

Molière

 

Le misure via via succedutesi sino ad oggi – e che persistono inesorabilmente sul territorio nazionale per fronteggiare e prevenire il contagio durante l’emergenza epidemiologica da COVID-19 – hanno coinvolto anche il pubblico impiego. Le amministrazioni pubbliche si sono prontamente adoperate ad adottare e ad assumere i dovuti interventi gestionali, così come le necessarie precauzioni e disposizioni di prevenzione e protezione del rischio.

Il reclutamento di personale presso le amministrazioni pubbliche è stato anch’esso travolto dalle misure preventive e restrittive, subendo varie fasi normative emergenziali tra sospensione, ripresa e ancora parziale sospensione dello svolgimento delle prove di selezione, sino a giungere alla disposizione prevista dall’art. 1, comma 10, lettera z) del Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 14 gennaio 2021, ormai nota agli “addetti ai lavori”, con la quale sono consentite, dal 15 febbraio 2021, le prove selettive nei casi in cui è prevista la partecipazione di un numero di candidati non superiore a trenta per ogni sessione o sede di prova. Tale previsione riguarda l’espletamento delle prove concorsuali svolte in presenza adottando preventivamente, da parte del Dipartimento della Funzione Pubblica, protocolli validati dal Comitato Tecnico-Scientifico previsto da ordinanza n. 630/2020 del Dipartimento della protezione civile.

Con il Governo Draghi si è giunti, con Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 2 marzo 2021 a stabilire, tra l’altro, le misure di contenimento del contagio e, nello specifico, si è confermata la sospensione delle prove preselettive e delle prove scritte delle procedure concorsuali pubbliche e private, ad esclusione delle valutazioni dei candidati effettuate esclusivamente su basi curriculari ovvero in modalità telematica. Al contempo, è stata confermata la possibilità di svolgere le prove selettive per le sole procedure con il numero limite, già noto, di trenta candidati, partecipanti per sessione o sede, in continuità con il richiamato provvedimento adottato il 14 gennaio scorso e in osservanza della Direttiva n. 1 del Dipartimento della Funzione Pubblica datata 25 febbraio 2021, finalizzata a garantire l’adozione di idonee misure organizzative.

Il Dipartimento della Funzione Pubblica il 3 febbraio 2021 aveva emanato il Protocollo di svolgimento dei concorsi pubblici di cui all’art. 1, comma 10, lettera z), del Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 14 gennaio 2021, validato dal Comitato Tecnico Scientifico, fornendo le indicazioni e delineando regole e misure organizzative e gestionali per lo svolgimento delle prove di concorso al fine di garantire una uniformità di adozione e una chiara applicazione delle misure di prevenzione e protezione del rischio di contagio da COVID-19 da parte delle amministrazioni.

La Presidenza del Consiglio dei Ministri ha agito con l’obiettivo di sbloccare la paralisi temporale generatasi dell’azione amministrativa nell’espletamento dei concorsi pubblici, quale ulteriore atto governativo di supporto alle dovute misure per l’attuazione dei programmi di profilassi e di prevenzione elaborati in sede internazionale ed europea. Si tratta dunque di un provvedimento volto a regolamentare, in maniera uniforme per le amministrazioni e nell’ambito delle aree concorsuali previste per le procedure, ulteriori misure di precauzione integrative e più incisive per la tutela della salute delle persone coinvolte, garantendo la salubrità dell’ambiente in cui vengono svolte le prove selettive concorsuali in presenza.

Il protocollo, oltre a definire i dispositivi di protezione personale per i candidati, per i componenti della commissione e per il personale addetto alle varie attività concorsuali e gli aspetti sanitari così come di pulizia, sanificazione, disinfezione e bonifica, prevede tra le misure organizzative e le misure igienico-sanitarie puntuali regole di contenimento dei movimenti delle persone anche ricorrendo a limitare lo svolgimento delle prove ad un massimo di due sessioni giornaliere non consecutive e separate a livello temporale così che si possa provvedere alle operazioni di pulizia e al completo deflusso dei candidati dalla sede. Tra le regole indicate quali obblighi dei candidati è prevista la produzione all’ingresso nell’area concorsuale di un referto relativo all’effettuazione di un test antigenico rapido o molecolare, effettuato nelle 48 ore antecedenti la data di svolgimento delle prove, prevedendone la sola facoltà di richiederlo nel caso di procedure selettive interamente riservate al personale interno all’amministrazione.

Sono previsti, inoltre, obblighi di informazione e di comunicazione preventiva da parte delle amministrazioni organizzatrici ai candidati in ordine a doveri di comportamento e alle misure adottate.

Il protocollo richiede alle amministrazioni requisiti specifici relativi ai luoghi di svolgimento delle prove concorsuali secondo determinate caratteristiche tali da prevedere che le aree concorsuali siano in grado di consentire un’elevata flessibilità logistica anche con requisiti in termini di dimensioni delle aule di concorso e di organizzazione degli accessi alle aule stesse, delle postazioni operative predisposte nel rispetto delle distanze e di deflusso dei candidati al termine delle prove; le amministrazioni devono garantire e assicurare la bonifica preventiva dell’area concorsuale, oltre che la sanificazione, la disinfezione e la pulizia.

Le regole di comportamento durante lo svolgimento delle prove sono previste per i candidati, per i membri della commissione esaminatrice e per tutto il personale addetto alle attività connesse, anche nelle fasi di controllo così come sono previste tutte le misure di prevenzione e protezione, già predisposte dal datore di lavoro per i lavoratori e le lavoratrici, per i componenti delle commissioni e per il personale addetto assicurando loro un’adeguata formazione circa l’attuazione del protocollo.

Le amministrazioni pubbliche sono chiamate a conformarsi al protocollo del Dipartimento della Funzione Pubblica, introdotto per lo svolgimento delle prove preselettive e per le prove scritte delle procedure concorsuali tra le misure di prevenzione e di contenimento del contagio nell’ambito dell’epidemia in atto. Deve inoltre essere applicato anche alle prove pratiche o alle prove orali, adattandone opportunamente le regole, qualora sussista l’assoluta impossibilità di svolgimento delle stesse in modalità telematica, prevedendo una differenziazione di orario di convocazione dei candidati o l’organizzazione in spasi aperti delle prove pratiche se possibile.

Viene richiesta la pianificazione degli adempimenti e delle attività necessarie per la corretta gestione e organizzazione dello svolgimento delle prove concorsuali, in ogni caso ottemperando agli adempimenti di sicurezza, prevenzione e protezione previsti dalle norme di riferimento. Le amministrazioni sono così tenute a predisporre un piano operativo specifico della procedura concorsuale, nel quale evidenziare in dettaglio tutte le fasi di svolgimento delle prove svolte, conformemente alle prescrizioni del protocollo del Dipartimento della Funzione Pubblica.

Le amministrazioni, per il tramite del rappresentante legale o del dirigente Responsabile dell’Organizzazione Concorsuale, definito con l’acronimo ROC da altre fonti (si veda il commento in questa rivista: Link), trasmettono al Dipartimento della Funzione Pubblica l’attestazione della piena e incondizionata conformità del piano operativo specifico della procedura concorsuale alle prescrizioni previste dal protocollo, dichiarandone in tal modo e consapevolmente l’assunzione di responsabilità della sua applicazione alla procedura concorsuale.

Il documento relativo al piano operativo deve:

  • indicare specificatamente il rispetto dei requisiti delle aree concorsuali ma anche di accesso, di transito e di uscita dei candidati così come di posizionamento nelle aule;
  • segnalare i percorsi di transito, le modalità di erogazione del servizio pre-triage e dell’eventuale assistenza medica prevista con presidi sanitari così come tutte le misure di accoglienza e di isolamento in caso di sintomi sopravvenuti in sede concorsuale a qualsiasi persona presente nell’area concorsuale;
  • rendere disponibile la procedura di gestione dell’emergenza con il relativo piano di emergenza e di evacuazione così come occorre dimostrare l’individuazione del personale addetto alle attività concorsuali in termini numerici e di mansioni ad esso assegnate.

Il documento deve contenere, inoltre, ulteriore specifica indicazione sulle modalità di adeguata informazione ai candidati circa le misure adottate e le modalità di formazione ai componenti delle commissioni esaminatrici e al personale addetto alle attività concorsuali.

Le amministrazioni pubbliche cui è destinato il protocollo in questione, sin dalla sua emanazione, si sono dedicate alla pianificazione e predisposizione del piano operativo da adottare per le procedure concorsuali e tra esse le amministrazioni universitarie, considerando che sono tra le poche entità ad avere in pronta disponibilità le aule anche in numero rilevante così come per capienza e presso cui è possibile svolgere le prove selettive anche con un’alta numerosità di candidati, tant’è che frequentemente vengono utilizzate, previo accordi, per lo svolgimento di prove concorsuali da amministrazioni differenti, non universitarie, che ne richiedono l’uso.

Prendendo ad esempio le università che sino ad oggi hanno predisposto il piano operativo specifico per i concorsi, si desume che sono stati coinvolti soggetti utili allo studio di pianificazione e gestione dei piani ed evidentemente vi hanno partecipato, costituiti in gruppi di lavoro o in tavoli tecnici designati, i consigli o comitati di emergenza Covid-19 istituiti internamente, il medico competente o il servizio di sorveglianza sanitaria, i responsabili per la sicurezza, la protezione e la prevenzione, le aree tecniche e logistiche, le aree didattiche e le strutture responsabili della gestione delle procedure concorsuali.

Gli studi si sono focalizzati su una approfondita e sagace analisi di gestione riguardo all’utilizzo delle aule degli atenei che, normalmente, sono prioritariamente e prevalentemente destinate alla didattica rivolta agli studenti dei corsi di laurea e che, in specie, nelle università di grandi dimensioni sono disposte in più edifici attigui e non o in siti distanti dai consueti poli didattici.

Si è dunque posta l’attenzione su come contemperare lo svolgimento delle lezioni svolte in presenza, quando possibile e nel rispetto delle norme preventive e di sicurezza poste in essere per la pandemia in atto, alle esigenze di espletare le prove concorsuali in sicurezza come previsto dal protocollo del Dipartimento della Funzione Pubblica.

Da qui alcuni Atenei hanno individuato, quale area concorsuale, un polo o micro-polo didattico specifico presso cui è previsto l’utilizzo delle aule esistenti dedicate unicamente allo svolgimento delle prove selettive dei concorsi pubblici e altre università hanno determinato e determineranno invece di volta in volta l’area concorsuale. È stato perciò predisposto, dalla maggior parte delle amministrazioni, un piano operativo delle procedure concorsuali unico nei contenuti ritenuti comuni a tutte le selezioni e che prevedono dettagliatamente le varie fasi della procedura concorsuale.

In particolare, l’indicazione specifica e sempre dettagliata di:

  • rispetto dei requisiti dell’area;
  • rispetto dei requisiti riguardo ai percorsi di accesso, transito e uscita dall’area e dall’aula;
  • posizionamento dei candidati e del deflusso degli stessi dall’aula, dello svolgimento della prova;
  • misure e adempimenti di sicurezza ad essa propedeutici ovvero di riconoscimento dei candidati;
  • misure organizzative e misure igienico-sanitarie quali, certamente, le modalità di esecuzione e tempistica di pulizia, sanificazione, disinfezione e bonifica degli ambienti;
  • doveri di comportamento e misure di prevenzione del contagio da adottare da parte dei candidati così come quelle spettanti al personale assegnato alle attività concorsuali, comprendenti i componenti delle commissioni esaminatrici.

Nel piano vengono segnalate le modalità di gestione del servizio di pre-triage e di assistenza medica per la quale è predisposto un sito sanitario apposito di accoglienza e isolamento dei soggetti che presentino, in corso di svolgimento delle operazioni concorsuali, una temperatura corporea superiore al consentito o altra sintomatologia insorta riferibile all’infezione da Covid-19.

I piani talvolta prevedono, nel contenuto annesso, le planimetrie riferite all’area concorsuale e alle aule così come le procedure di gestione dell’emergenza e del piano di emergenza e di evacuazione o altre indicano il riferimento o l’informativa dove reperire tali procedure o l’indicazione del luogo di esposizione presso la sede di svolgimento delle prove, secondo le previsioni della normativa vigente in materia.

Le modalità di adeguata informazione, generalmente tramite il sito web, ai candidati sono anch’esse indicate nei piani così come per la modalità di formazione del personale impegnato nelle operazioni concorsuali alla quale le amministrazioni provvedono mediante uno o più incontri formativi aventi lo scopo di illustrare gli adempimenti, le mansioni e i contenuti del protocollo del Dipartimento della Funzione Pubblica e del piano operativo specifico del concorso al quale è assegnato.

Per le parti che prescindono dalla specificità della procedura concorsuale in sé è stato previsto l’adeguamento del piano, eventualmente anche con una scheda integrativa annessa, integrato con le informazioni richieste dal protocollo, con particolare riferimento alla preventivata numerosità delle persone in accesso presso l’area concorsuale e la sede, indicando puntualmente il numero del personale addetto impegnato nelle attività e con la specifica delle mansioni ad esso assegnate. Le amministrazioni più attente hanno riportato anche il numero dei candidati ammessi alla selezione, seppur non richiesto dal protocollo, nonché il personale addetto alla sicurezza e prevenzione o alle attività di intervento in caso di emergenza di qualsiasi tipo.

Tornando al protocollo del Dipartimento della Funzione Pubblica il quale prevede, tra le misure organizzative e le misure igienico-sanitarie, che i candidati all’ingresso presso l’area concorsuale debbano presentare il referto relativo a un test antigenico rapido o molecolare, effettuato mediante tampone oro/rino-faringeo presso una struttura pubblica o privata accreditata/autorizzata in data non antecedente a 48 ore dal giorno di svolgimento delle prove.

Da una disamina dei piani operativi si nota che viene prevista l’informativa in tal senso anche quale obbligo per i candidati e non si evince però se il referto debba essere presentato al personale sanitario qualificato dato che ne è già prevista la presenza presso l’area concorsuale per la gestione del pre-triage, riservata a chiunque si trovi nell’area stessa che presenti sintomi insorti durante le prove selettive. Alcuni piani prevedono la generica presentazione del referto all’ingresso senza alcuna specifica e altri la presentazione al personale impegnato nelle operazioni connesse alla selezione senza prevedere, in entrambi i casi, l’assegnazione di una unità di personale sanitario o qualificata alla lettura e valutazione del referto né viene fatta menzione se il personale impegnato venga formato in tal senso.

In linea di massima i piani operativi hanno ricalcato gli adempimenti e gli obblighi previsti dal protocollo integrandolo con quanto ritenuto necessario a descrivere dettagliatamente le misure preventive adottate per la prevenzione e per lo svolgimento in sicurezza delle prove ed evidenziando, in maniera prevalentemente esaustiva, il rispetto dei requisiti, degli adempimenti e delle informazioni necessari.

È stato interessante notare come da parte di poche amministrazioni sia stata colta l’occasione della predisposizione dei piani anche per fornire ai candidati una informativa relativa allo svolgimento dell’iter procedurale di svolgimento delle prove selettive concorsuali, come previsto dalla normativa vigente in materia ad esempio il D.P.R. n. 487/94 o dai regolamenti interni, di normale osservanza in assenza di emergenza sanitaria.

Le amministrazioni hanno dato dimostrazione di dinamicità, di essere in grado di adattare e aggiornare la gestione del proprio operato al presente contesto seguendo e accogliendo le evoluzioni e conformando con i mezzi a disposizione le procedure alle nuove modalità, connesse alla prevenzione sanitaria. Cogliere l’attimo e anche più di un attimo e quindi l’occasione, seppur scaturita dalla necessità, per trasformare l’emergenza in virtù introducendo e implementando azioni innovative, focalizzandosi su interventi di potenziamento dell’informatizzazione e della digitalizzazione nelle amministrazioni affinché tutte le prove selettive delle selezioni pubbliche possano svolgersi in maniera agile snellendo le procedure.

La situazione contingente può indurre a riflettere in maniera critica e costruttiva, su come riorganizzare i processi di lavoro, anche dei concorsi pubblici, con una visione moderna e attuale e prevedendo una gestione dinamica ed elastica capace di adeguarsi alle future evoluzioni spezzando il legame con la prassi tradizionale prevedendo con visione lungimirante in modo tale che le procedure possano essere ereditate almeno dal ventennio futuro e che possano prevedere una dinamicità futuribile.

Una speranza la troviamo nelle linee programmatiche per l’innovazione della Pubblica Amministrazione del Governo e del Ministro per la Pubblica Amministrazione laddove c’è la definizione del nuovo alfabeto della P.A.: A come accesso, B come buona amministrazione, C come capitale umano, D come digitalizzazione. Significa ripensare i percorsi di reclutamento e di selezione del personale per favorire il ricambio generazionale e l’innesto delle competenze adeguate a costruire l’avvenire, ben oltre il Recovery. Significa mappare le procedure complesse per semplificarle, eliminando i colli di bottiglia. Significa intervenire chirurgicamente per tagliare i tempi della burocrazia e migliorare la qualità della vita delle persone e l’efficienza delle imprese.

Chissà che non sia giunto il momento di modernizzare anche i concorsi pubblici nel nostro Paese.