Iscriviti al sito e alla newsletter di Filodiritto.

Welcome kit in omaggio

La pubblicazione di contributi, approfondimenti, articoli e in genere di tutte le opere dottrinarie e di commento (ivi comprese le news) presenti su Filodiritto è stata concessa (e richiesta) dai rispettivi autori, titolari di tutti i diritti morali e patrimoniali ai sensi della legge sul diritto d'autore e sui diritti connessi (Legge 633/1941). La riproduzione ed ogni altra forma di diffusione al pubblico delle predette opere (anche in parte), in difetto di autorizzazione dell'autore, è punita a norma degli articoli 171, 171-bis, 171-ter, 174-bis e 174-ter della menzionata Legge 633/1941. È consentito scaricare, prendere visione, estrarre copia o stampare i documenti pubblicati su Filodiritto nella sezione Dottrina per ragioni esclusivamente personali, a scopo informativo-culturale e non commerciale, esclusa ogni modifica o alterazione. Sono parimenti consentite le citazioni a titolo di cronaca, studio, critica o recensione, purché accompagnate dal nome dell'autore dell'articolo e dall'indicazione della fonte, ad esempio: Luca Martini, La discrezionalità del sanitario nella qualificazione di reato perseguibile d'ufficio ai fini dell'obbligo di referto ex. art 365 cod. pen., in "Filodiritto" (https://www.filodiritto.com), con relativo collegamento ipertestuale. Se l'autore non è altrimenti indicato i diritti sono di Inforomatica S.r.l. e la riproduzione è vietata senza il consenso esplicito della stessa. È sempre gradita la comunicazione del testo, telematico o cartaceo, ove è avvenuta la citazione.

Identità e profilazione digitale: i rischi dei Big Data

22 novembre 2016 -
Identità e profilazione digitale: i rischi dei Big Data

Il problema di fondo dell’umanesimo nell’età della tecnica è il problema delle finalità ultime.

Pietro Prini

 

L’identità digitale

Una parte significativa degli individui contemporanei (i cosiddetti netizens o digital citizens) vive profondamente immersa in Internet 2.0, un sistema comunicativo on-line fortemente interattivo che gli permette di esprimere attitudini, interessi e gusti, creare e consolidare contatti singoli o vere e proprie reti, svolgere attività professionali e interloquire con le pubbliche amministrazioni.

L’insieme di queste attività e possibilità è talmente intenso e multiforme da comporre una vera e propria modalità del vivere che non è soltanto un doppione della vita reale.

Alcuni comportamenti telematici tendono ad affiancarsi ai comportamenti tradizionali equivalenti e, almeno al momento, gli uni non escludono gli altri: così avviene per una conversazione che può essere indifferentemente svolta di persona o in chat su un social network, un acquisto che può essere fatto in un grande magazzino o in un sito web di e-commerce, un’operazione bancaria che può essere compiuta in agenzia o tramite home banking.

Altri, invece, in numero crescente, possono essere compiuti esclusivamente in via telematica, particolarmente nei rapporti tra cittadini e pubbliche amministrazioni.

Ognuna di queste attività, naturalmente, ha senso e produce effetti solo se chi le compie è identificabile in modo chiaro e preciso.

Nasce da qui il concetto di identità digitale.

Il termine, la cui correttezza semantica potrebbe essere discussa ma certo non qui, è stato usato nel Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 24 ottobre 2014, destinato esplicitamente a definire le “caratteristiche del sistema pubblico per la gestione dell’identità digitale di cittadini e imprese (SPID), nonchè dei tempi e delle modalità di adozione del sistema SPID da parte delle pubbliche amministrazioni e delle imprese”.

L’articolo 1 lettera o) di questo decreto così definisce l’identità digitale: “la  rappresentazione  informatica   della corrispondenza  biunivoca  tra  un  utente   e   i   suoi   attributi identificativi, verificata attraverso l’insieme dei dati  raccolti  e registrati in forma digitale secondo le modalità di cui al  presente decreto e dei suoi regolamenti attuativi”.

La formula non brilla per chiarezza ma il legislatore ha un’attenuante.

L’identità digitale è un fenomeno (e insieme una necessità) recente, composto almeno in parte da elevati tecnicismi e in continua evoluzione sicchè non è facile identificare né definire il concetto sottostante.

Diventa perciò imprescindibile verificare il  significato che l’identità digitale assume nell’esperienza comune.

Al livello più generale, l’espressione rimanda al complesso delle informazioni di qualsiasi tipo presenti on-line in relazione ad un determinato individuo.



About

  • Contatti
  • Redazione
  • Pubblicità
  • Avvertenze
  • Privacy
  • Cookie

Newsletter

Rimani aggiornato sulle novità e gli articoli più interessanti della redazione di Filodiritto, inserisci la tua mail:

Iscriviti alla newsletter

© Filodiritto 2001-2017

Filodiritto è un marchio di InFOROmatica S.r.l.
P.Iva 02575961202
Capitale sociale: 10.000,00 i.v.
Direttore responsabile: Antonio Zama
Tribunale Bologna 24.07.2007,
n.7770 - ISSN 2239-7752

Sempre aggiornato

Scrivi la tua mail per ricevere le ultime novità, gli articoli e le informazioni su eventi e iniziative selezionati dalla redazione di Filodiritto.

*  Email:

Leggi l'informativa sulla privacy

Sede legale e amministrativa InFOROmatica S.r.l. - Via Castiglione 81, 40124 - Bologna
Tel. 051.98.43.125 - Fax 051.98.43.529

Credits webit.it