Come rubare al mondo spirituale

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Come rubare al mondo spirituale

 

La nostra sfera lavorativa e quella personale non sono due monadi: hanno in comune la nostra presenza. Una breve carrellata: il modo con cui curiamo le relazioni, gioiamo, patiamo, reagiamo agli eventi, ci interfacciamo con nuovi stimoli, affrontiamo le difficoltà, …

Lavorare sul proprio modo di vivere il nostro passaggio sulla terra a livello individuale, ha forti ricadute sul nostro lavoro.

Abbiamo l’imbarazzo nello scegliere quale percorso preferire per coltivare la propria identità.

LA CARROZZA: METAFORA DI VITA RESPONSABILE

Il parallelo ha preso forma nella mia mente ripassando la metafora della Carrozza, proposta da Georges Ivanovič Gurdjieff, filosofo e mistico ricco di una pluralità di approcci in ambiti diversi mirati ad investire sulla propria persona.

Partiamo dall’immagine: i cavalli, il cocchiere, il passeggero, la carrozza. La finalità del viaggio è giungere ad una meta definita. Possiamo dare per scontato questo esito? Ovviamente no. Analizziamo il significato di ogni elemento:

  • I cavalli per loro natura andrebbero liberi, ma sono controllati dalle redini.
  • Il cocchiere guida i cavalli dosando le loro energie.
  • Il passeggero ha il compito di dare le corrette indicazioni della meta.
  • La carrozza rappresenta la disponibilità di un mezzo.

Così come la carrozza ha da conseguire una meta, noi in quanto persona dobbiamo avere la consapevolezza del significato della nostra presenza, dalla nascita alla morte.

 

 

 

Gurdjieff ci indirizza a dare significato ad ogni elemento:

  • i cavalli: le emozioni,
  • il cocchiere: la mente,
  • il passeggero: l’anima,
  • la carrozza: il corpo.

Ognuno di noi è l’insieme degli elementi. Salvaguardiamoci da stili di vita meccanicistici: lasciarsi guidare dalle emozioni (i cavalli) non ci permette di crescere. Il passeggero (l’anima) deve trasmettere al cocchiere (la mente) i suoi intenti, affinché la carrozza (il corpo) si trovi in buon equilibrio.

L’armonizzazione e il coordinamento di questi elementi stanno alla base di una crescita consapevole:

  • Le emozioni (i cavalli) sono un bene prezioso dei viventi; possono facilitare il percorso o portare al caos.
  • La mente (il cocchiere) è la parte razionale che ha anche il compito di orientare le azioni e non può permettersi di ignorare ciò che l’anima gli trasmette. Risponde della gestione delle emozioni.
  • La nostra anima (il passeggero) è la coscienza di sé che deve impegnarsi a fornire indirizzi alla mente (il cocchiere). Guai a non darle ascolto!
  • Il nostro corpo (la carrozza) potrà essere soggetto ad automatismi ed essere trascinato dove capita, oppure potrebbe essere in sano equilibrio.

Questa lettura ha un taglio spirituale. Gurdjieff mette in guardia da “vegetare” in uno stato di sonno, piuttosto che “vivere” in modo corretto. In altri termini: corpo, anima, mente e emozioni necessitano di una guida frutto di un lavoro interiore. Il che è come dire: il passeggero deve spronare il cocchiere a governare i cavalli: così si genera armonia tra corpo, mente ed emozioni.

Questo obiettivo è frutto di un impegno personale a livello di senso di responsabilità, consapevolezza e disciplina.

LA CARROZZA: METAFORA DI GESTIONE ORGANIZZATIVA

La metafora è uno strumento suggestivo e di elevata potenza, a condizione che si concordi sul fatto che la sovrapposizione dei due contesti non può mai essere totale.

Riprendiamo i quattro elementi e traduciamoli in contesto lavorativo:

  • i cavalli: il personale (le emozioni),
  • il cocchiere: il Responsabile del progetto /processo (la mente),
  • il passeggero: il Vertice (l’anima),
  • la carrozza: l’impresa (il corpo).

 

 

Riproponiamo le relazioni fra gli elementi in una impresa, in una situazione corretta e coerente.

Ogni impresa ha una sua ragion d’essere nel tessuto socio-economico. Il Vertice definisce e formalizza gli obiettivi, legati agli indirizzi e alla visione. Il Responsabile di progetto/processo deve allinearsi e, su questa base, definire le regole interne che guidano le persone e le risorse verso il raggiungimento dei risultati. Le persone saranno così guidate nelle loro azioni e comportamenti a lavorare nel modo giusto.

Cambiamo adesso scenario: cosa accade se ci sono dei buchi nelle relazioni fra questi elementi?

Può accadere, ad esempio, che il Vertice non abbia chiari gli obiettivi o non trasmetta nel modo giusto il futuro dell’impresa. Il cocchiere agisce a seconda delle sensazioni del momento: i cavalli procederanno in modo casuale, quasi allo sbando. Le persone, quindi, non sanno cosa è giusto e cosa è sbagliato, qual è il modo corretto, … lavorano in preda alla confusione. Situazione questa che può generare solo demotivazione e stress!

Questo quadro non è frutto di mera fantasia: purtroppo è ricorrente. Contestualizziamolo in un esempio. Il Vertice decide di fare un evento in cui vuole coinvolgere personale e clienti. Dice al Responsabile Eventi di procedere. Ma, peccato, trascura di esplicitare gli obiettivi. La messa a punto dell’evento potrà realizzarsi nelle modalità più disparate in termini di comunicazione, risorse, gadget, riconoscimenti, … Tutto il personale è in iperattività, vivendo le più disparate emozioni: gli viene detto di fare in un modo e poi il contrario! L’evento ha luogo. Era quello voluto? In altre parole: la carrozza era giunta alla destinazione attesa? Oppure in un punto qualunque?

Ci possono essere altre situazioni: il Responsabile Eventi non sa comprendere il messaggio del Vertice, oppure non ha i mezzi o le capacità. Anche qui: meta non conseguita!

CONCLUSIONI

Facciamo un parallelo: ogni immagine della carrozza si configura come un processo: più persone interagiscono per conseguire la meta sotto la direzione di un leader che interpreta operativamente gli indirizzi del vertice.

Questa dinamica funziona a condizione che ci sia un semplice e chiaro passaggio di informazioni fra tutti i soggetti coinvolti. Più a monte è il buco di comunicazione, maggiore il danno interno che si potrà configurare in modi diversi: obiettivo non raggiunto del tutto o in modo incompleto, sprechi di risorse, stress e demotivazione del personale.

A ben vedere questa analogia fra percorso individuale e gestione organizzativa è ragionevole. Inoltre non è complessa né difficile da comprendere. Ma sappiamo bene che una cosa è leggere e capire tutt’altro mettere in pratica. Quali gli ingredienti principali? Mettersi in discussione, avviare il nuovo con senso di responsabilità e disciplina. E… voilà… il gioco è fatto!!!!