Elisabetta II: una mamma inglese

Nella sua lunga da sovrana, la regina Elisabetta II ha affrontato importanti cambiamenti della società occidentale, mantenendo uno suo stile tipico nel gestire la monarchia britannica
la regina Elisabetta II
la regina Elisabetta II

Elisabetta II: una mamma inglese


La seconda domenica di maggio, in Italia e in tanti altri paesi, è la Festa della Mamma. Nel riconoscere che la Mamma è sempre la Mamma, ognuno di noi, sin da piccolo, ha visto nell’Esempio e negli Insegnamenti della Famiglia la base dei Valori da seguire nella vita.

Oggi gradirei porre all’attenzione del mio lettore un Esempio attuale, ma molto particolare. È una mamma che ha, da pochi giorni, festeggiato i suoi 96 anni ed è Capo di Stato da oltre 70 anni. È Elisabetta II, regina del Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord e degli altri reami del Commonwealth (compresi formalmente anche l’Australia, il Canada e la Nuova Zelanda).

Diventata regina a venticinque anni, alla morte del padre Giorgio VI, il 6 febbraio 1952, fu poi incoronata il 2 giugno 1953 nell'Abbazia di Westminster. Ad oggi, il suo regno è il più lungo di tutta la storia britannica, avendo superato, il 9 settembre 2015, il precedente record detenuto dalla sua trisavola, la regina Vittoria, che regnò per di 63 anni, 7 mesi e 2 giorni.

Nella sua lunga da sovrana, la regina Elisabetta II ha affrontato importanti cambiamenti della società occidentale, mantenendo uno suo stile tipico nel gestire la monarchia britannica. Sarebbe impossibile, in un breve articolo, sintetizzare i fatti storici che l’hanno vista protagonista. Per questo, considerato poi che le vicende della “royal family” sono molto note, ho immaginato di raccontare un episodio particolare di questa mamma e regina. È un episodio avvenuto esattamente quarant’anni fa.

Proprio in questo periodo, nella primavera del 1982, la Gran Bretagna era impegnata nella guerra delle Falklands, un conflitto che potrebbe avere un parallelo con l’attuale conflitto in Ucraina, non fosse altro perché quelle isole furono invase da uno Stato “vicino”. Probabilmente per un misto di nazionalismo e di difficoltà interne, un gruppo di generali argentini pensò di riprendersi quegli scogli in mezzo all’Oceano. Forse per motivi simili, a Londra, Margaret Thatcher, una donna che la Storia avrebbe ricordato come la “lady di ferro”, quegli scogli non li volle mollare. Alla fine ebbe ragione. Sempre che per ragione si intenda l’aver sparso il sangue di centinaia di uomini e questo, mi sia consentito, con la Ragione ha sempre poco a che vedere.

Al Primo Ministro, che voleva impiegare la flotta britannica, fu fatto constatare che l’allora principe Andrea, terzo figlio della regina, era imbarcato sulla portaerei “Invincible”, essendo effettivo al 820° Naval Air Squadron della Fleet Air Arm, la componente aerea della marina. Gli atti oggi desecretati della Thatcher ci fanno rivivere la preoccupazione di quel Primo Ministro nell’avvertire la sua regina che il figlio avrebbe potuto partecipare ad un imminente conflitto.

Dagli esiti, oggi noti, di quel dialogo riservato tra le due grandi Donne, emerge che la preoccupazione della Thatcher svanì subito. La regina Elisabetta II ricordò che anche il padre, re Giorgio VI, aveva partecipato alla Battaglia dello Jutland (31 maggio – 1° giugno 1916). Quindi il figlio Andrea non doveva costituire motivo di inquietudine per la Marina britannica, perché avrebbe partecipato alla imminente guerra, come aveva fatto il nonno.

Pertanto fu pilota militare di elicottero durante tutte le ostilità, operando tra l'altro come SAR (Search And Rescue, ovvero ricerca e soccorso) nel recupero dei superstiti della nave Atlantic Conveyor, oltre che in missioni antisommergibile e antinave. Alla fine della guerra, la Invincible fece ritorno a Portsmouth dove la regina e il principe Filippo si unirono alle altre famiglie per dare il benvenuto al ritorno del vascello e dei suoi marinai a bordo.

Mai scelta fu più saggia. La popolarità del principe Andrea, Duca di York, non sarebbe mai più stata così alta.

Oggi, quarant’anni dopo, a seguito di una nota denuncia contro di lui per abuso sessuale, la regina Elisabetta II ha tolto, il 13 gennaio scorso, il trattamento ufficiale di “Altezza Reale” al figlio Andrea, che ha anche rimesso nelle mani della Sovrana i suoi gradi militari.

Ringraziando il mio attento lettore per avermi seguito in questo esempio molto particolare che ci viene da una Mamma inglese, mi domando se quanto ho voluto qui raccontare non sia comunque un Esempio di Valore, che meriterebbe una riflessione, principalmente per le tante mamme italiane, che spesso vorrebbero il figlio sempre vicino per proteggerlo oltre il necessario e difenderlo anche quando è indifendibile.