Green pass: riassunta e indennizzata dipendente senza

«Sentenza Passerini»
riassunta dipendente senza green pass
riassunta dipendente senza green pass

L'Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro.

Costituzione italiana, Articolo 1

Italia, Anno Domini 2021. La culla del diritto sta diventando la tomba dei diritti. L’esercizio di libertà costituzionalmente garantite è subordinato all’esibizione di una tessera. A chi non possiede un QR Code in corso di validità è precluso, tra gli altri, il diritto al lavoro.

Mentre ci vergogniamo di dover esibire tessere della discriminazione per vivere, il Giudice del Lavoro di Velletri ordina la riassunzione e l’indennizzo per una operatrice sanitaria sospesa perché non vaccinata e quindi priva di Green pass. Già a novembre, come riportato da Filodiritto, il Giudice aveva ordinato la sua immediata ricollocazione presso la sede lavorativa.

 

Green pass: Ordinanza del 14 dicembre del Giudice del Lavoro di Velletri

Il Giudice del Lavoro di Velletri si è pronunciato definitivamente sul «caso Passerini» con Ordinanza il 14 dicembre 2021. Riconoscendo l’interesse costituzionalmente prevalente della salute pubblica, ha evidenziato e motivato l’insussistenza dei requisiti che giustificano la sospensione dal lavoro conseguente alla contrarietà all’obbligo vaccinale – di cui al decreto-legge 44/2021, novellato dal decreto-legge 172/2021.

Rilevando la possibilità che un operatore sanitario non vaccinato possa lavorare in sicurezza, il Giudice del Lavoro riscontra nella previsione legislativa una discriminazione «superabile» tra chi «non può vaccinarsi» e «chi non vuole vaccinarsi».

«Questa discriminazione – argomenta il Giudice – è costituzionalmente facilmente superabile dall’interpretazione perché l’interesse che è costituzionalmente prevalente è la salute pubblica, la quale è messa a rischio ugualmente dal soggetto non vaccinato a prescindere dal fatto che non si sia voluto vaccinare o non si sia potuto vaccinare. Pertanto, si deve concludere che sia chi non si è voluto vaccinare sia chi non si sia potuto vaccinare possano prestare la loro opera ovviamente evitando lo specifico rischio per la salute pubblica

Una decisione costituzionalmente orientata che realizza un inedito bilanciamento dei diritti, capace di stravolgere le previsioni legislative.

La ricorrente, prima sospesa, si vede ora reintegrata, con obbligo della corresponsione della retribuzione per l’azienda, nello svolgimento di mansioni che garantiscono la tutela della salute pubblica e adeguate condizioni di sicurezza.

La parte soccombente viene altresì condannata alla corresponsione della retribuzione sino all’individuazione dei compiti e al pagamento delle spese di lite. Non è neppure esclusa una successiva ed eventuale richiesta di risarcimento per i danni patiti. 

L’ingresso del Green pass nelle aule di giustizia segna una nuova fase della recente decretazione d’urgenza. Una fase inedita e molto attesa, che finalmente coinvolge l’indipendenza, la terzietà e lo spessore del potere giurisdizionale.