Iscriviti al sito e alla newsletter di Filodiritto.

Welcome kit in omaggio

La pubblicazione di contributi, approfondimenti, articoli e in genere di tutte le opere dottrinarie e di commento (ivi comprese le news) presenti su Filodiritto è stata concessa (e richiesta) dai rispettivi autori, titolari di tutti i diritti morali e patrimoniali ai sensi della legge sul diritto d'autore e sui diritti connessi (Legge 633/1941). La riproduzione ed ogni altra forma di diffusione al pubblico delle predette opere (anche in parte), in difetto di autorizzazione dell'autore, è punita a norma degli articoli 171, 171-bis, 171-ter, 174-bis e 174-ter della menzionata Legge 633/1941. È consentito scaricare, prendere visione, estrarre copia o stampare i documenti pubblicati su Filodiritto nella sezione Dottrina per ragioni esclusivamente personali, a scopo informativo-culturale e non commerciale, esclusa ogni modifica o alterazione. Sono parimenti consentite le citazioni a titolo di cronaca, studio, critica o recensione, purché accompagnate dal nome dell'autore dell'articolo e dall'indicazione della fonte, ad esempio: Luca Martini, La discrezionalità del sanitario nella qualificazione di reato perseguibile d'ufficio ai fini dell'obbligo di referto ex. art 365 cod. pen., in "Filodiritto" (https://www.filodiritto.com), con relativo collegamento ipertestuale. Se l'autore non è altrimenti indicato i diritti sono di Inforomatica S.r.l. e la riproduzione è vietata senza il consenso esplicito della stessa. È sempre gradita la comunicazione del testo, telematico o cartaceo, ove è avvenuta la citazione.

Violenza sessuale - Cassazione Penale: per la sussistenza del reato è sufficiente la mancata chiara manifestazione del consenso della persona offesa

15 dicembre 2016 -
Violenza sessuale - Cassazione Penale: per la sussistenza del reato è sufficiente la mancata chiara manifestazione del consenso della persona offesa

La Corte di Cassazione è torna a pronunciarsi sulla definizione degli elementi costitutivi del reato di violenza sessuale, affermando il principio innovativo secondo il quale affinché si possa considerare integrato il reato di cui all’articolo 609-bis del Codice Penale non si richiede da parte dell’agente un’azione violenta, né un effettivo dissenso da parte della persona offesa, ma la semplice mancanza di consenso all’approccio sessuale da parte di quest’ultima.

Il caso in esame

A seguito della dichiarazione di penale responsabilità da parte della Corte territoriale in ordine al reato di cui all’articolo 609-bis del Codice Penale, che riformava solo sul quantum della pena la sentenza di primo grado, l’imputato proponeva ricorso per Cassazione, affidandolo a tre motivi di doglianza, incentrati sulla ricostruzione della figura delittuosa di specie.

In particolare, l’imputato riteneva che ai fini della condotta di cui all’articolo 609-bis del Codice Penale fosse necessario un inequivoco e manifesto dissenso della persona offesa ai contatti sociali dell’agente, nonché la consapevolezza in capo a quest’ultimo del dissenso della persona offesa all’approccio sessuale, in assenza del quale verrebbe meno il dolo (necessario per il configurarsi del reato di violenza sessuale, non sussistendo nel nostro ordinamento alcuna fattispecie incriminatrice della violenza sessuale colposa), versandosi in una situazione di errore sul fatto, non punibile ai sensi dell’articolo 47, comma 1, del Codice Penale.

La decisione della Suprema Corte

Al fine di apprezzare la portata dirompente di questa pronuncia, è sufficiente richiamare in questa sede la formulazione letterale della norma incriminatrice, ossia dell’articolo 609-bis del Codice Penale, il cui primo comma così statuisce: “Chiunque, con violenza o minaccia o mediante abuso di autorità costringe taluno a compiere atti sessuali è punito con la reclusione da cinque a dieci anni”.

News pubblicata in: Diritto penale, Procedura penale


About

  • Contatti
  • Redazione
  • Pubblicità
  • Avvertenze
  • Privacy
  • Cookie

Newsletter

Rimani aggiornato sulle novità e gli articoli più interessanti della redazione di Filodiritto, inserisci la tua mail:

Iscriviti alla newsletter

© Filodiritto 2001-2018

Filodiritto è un marchio di InFOROmatica S.r.l.
P.Iva 02575961202
Capitale sociale: 10.000,00 i.v.
Direttore responsabile: Antonio Zama
Tribunale Bologna 24.07.2007,
n.7770 - ISSN 2239-7752

Sempre aggiornato

Scrivi la tua mail per ricevere le ultime novità, gli articoli e le informazioni su eventi e iniziative selezionati dalla redazione di Filodiritto.

*  Email:

Leggi l'informativa sulla privacy

Sede legale e amministrativa InFOROmatica S.r.l. - Via Castiglione 81, 40124 - Bologna
Tel. 051.98.43.125 - Fax 051.98.43.529

Credits webit.it