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Ricettazione - Cassazione Penale: il reato è commesso in Italia se si effettua l’ordinativo della merce sul territorio nazionale, anche se il contratto si è concluso all’estero

06 dicembre 2016 -
Ricettazione - Cassazione Penale: il reato è commesso in Italia se si effettua l’ordinativo della merce sul territorio nazionale, anche se il contratto si è concluso all’estero

La Corte di Cassazione ha stabilito che affinché si possa ritenere che un reato è stato commesso in Italia è sufficiente che ivi sia stata commessa una parte dell’azione: in tema di ricettazione, affinché si possa applicare la legge italiana è sufficiente che l’ordinativo sia stato effettuato dal territorio nazionale, anche se il contratto è stato concluso all’estero.

Il caso in esame

A seguito dell’acquisto di quindici paia di scarpe contraffatte effettuato sul sito e-bay da un venditore malese, l’acquirente era tratto a giudizio per il reato di ricettazione e per il delitto di cui all’articolo 471 del Codice Penale (“Introduzione nello Stato e commercio di prodotti con segni falsi”) e condannato dal giudice di primo grado e dalla Corte territoriale.

Avverso la decisione di quest’ultimo giudice, l’imputato proponeva ricorso per Cassazione, lamentando, tra i vari motivi, la violazione dell’articolo 56 del Codice Penale, per avere la Corte erroneamente ritenuto che il reato fosse stato consumato, laddove era configurabile, al più, un tentativo, e la violazione dell’articolo 9 del Codice Penale, per essere l’azione penale improcedibile mancando sia la richiesta del Ministro della Giustizia sia una querela idonea dalla persona offesa.

La decisione dei giudici di Cassazione

Per quanto concerne la censura della ritenuta consumazione del reato di ricettazione, i giudici di legittimità hanno osservato che: “il delitto di ricettazione si consuma, nella ipotesi di acquisto, al momento dell’accordo fra cedente ed acquirente sulla cosa proveniente da delitto e sul prezzo, considerato che la traditio della res – nella quale può ravvisarsi null’altro che un momento che pertiene all’adempimento del contratto, già perfezionato ed efficace – non può ritenersi imposta dalla norma penale, come elemento strutturale della fattispecie, al punto da contrassegnarne la consumazione come si desume dall’interpretazione letterale dell’art. 648 c.p. che distingue l’ipotesi dell’acquisto da quella della ricezione”. Secondo la Cassazione, pertanto, la Corte territoriale ha correttamente riconosciuto la consumazione del reato in questione.



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