Primo maggio con Gianni Rodari: gli odori dei mestieri

Una bella filastrocca di Gianni Rodari tratta da Filastrocche in cielo e in terra, Torino, Einaudi, 1960.
Di farina sa il fornaio
Di farina sa il fornaio

Un primo maggio come tanti, un primo maggio speciale.

È un giorno che tutti ricordano, in tutto il mondo. E abbiamo scelto, ancora una volta, di farlo con i versi di Gianni Rodari, precisamente con una delle sue bellissime filastrocche, “Gli odori dei mestieri”, in cui la fantasia vince sulla realtà, divenendo finanche sensoriale.

Un testo che ci fa venire la nostalgia di un mondo perduto in cui l'arte costruiva, anziché distruggere, un luogo magico e ideale in cui le persone con il loro lavoro di artisti cercavano di aggiungere una sfaccettatura in più alla nostra visione del mondo, senza cercare di farci credere che il mondo non esista, o e se reale sia brutto.

Un mondo in cui Gianni Rodari ha brillato di una luce talmente forte da rischiarare le nostre anime.

Buon primo maggio di festa a tutti.

 

Gli odori dei mestieri

Gianni Rodari

Io so gli odori dei mestieri:
di noce moscata sanno i droghieri,
sa d’olio la tuta dell’operaio,
di farina sa il fornaio,
sanno di terra i contadini,
di vernice gli imbianchini,
sul camice bianco del dottore
di medicine c’è buon odore.
I fannulloni, strano però,
non sanno di nulla e puzzano un po’.

Tratta da Gianni Rodari, Filastrocche in cielo e in terra, Torino, Einaudi, 1960