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Diritto all’oblio e diffamazione online: i 3 errori da non fare

10 ottobre 2017 -
Diritto all’oblio e diffamazione online: i 3 errori da non fare

Sebbene di diritto all’oblio e di diffamazione online si parli quotidianamente, rimettendo il buon esito di un percorso (giudiziario e non) di salvaguardia dei propri dati in Rete a fattori e circostanze di natura il più delle volte oggettiva, è anche vero che una buona parte della casistica è da sempre, inevitabilmente, caratterizzata da una componente iniziale di improvvisazione e tentata autotutela da parte del soggetto coinvolto. Tutto ciò, sia ben chiaro, comprensibilmente: è naturale infatti, che il ritrovarsi d’improvviso dinanzi a risultanze diffamatorie o ad un uso non lecito dei propri dati, porti chiunque, di primo acchito, ad attivarsi in prima persona per una rimozione immediata di links e contenuti.

Purtroppo però, una tale estemporanea reattività può paradossalmente compromettere l’efficacia di ogni successivo da farsi -svolto o meno con l’ausilio di un avvocato- fino a rendere, in alcuni casi, seriamente compromessa la situazione nel lungo termine.

Certo, di errori se ne possono fare tanti, tantissimi, in presenza di contenuti da rimuovere, soprattutto se chi agisce per la rimozione del contenuto in questione (articolo, immagine, video, nominativo o altro che sia), muove in preda all’istinto, all’ansia da rimozione immediata, o peggio all’inesperienza.

Volendo entrare nel dettaglio, pertanto, e non è esagerazione dirlo, si potrebbero dedicare interi volumi all’argomento, ma, per ovvie ragioni, mi limiterò in questa sede a fornire un brevissima lista, un ABC di errori basilari, in cui sovente cade chi cerca di tutelare su Internet dati e reputazione propri o di un cliente.

Quanto segue, infatti, vale per i diretti interessati, ma anche per chi li assiste legalmente e magari non ha ancora una piena contezza delle dinamiche della Rete.

 

Errore n. 1: mancata o erronea valutazione delle risultanze effettive

Se è vero che un soggetto possa ritenere di fondamentale importanza -per la propria reputazione- la rimozione del link (o meglio dell’URL) associato ad uno specifico contenuto, è di altrettanta fondamentale importanza comprendere anche come è strutturato e posizionato il medesimo contenuto tra le risultanze presenti in Rete, se è l’unico realmente raggiungibile (e lesivo) per l’interessato e in base a quali specifiche parole o argomenti compare in dati contesti, come i comuni motori di ricerca.



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Tribunale Bologna 24.07.2007,
n.7770 - ISSN 2239-7752

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