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Il riciclaggio e il finanziamento del terrorismo in Svizzera

14 novembre 2017 -
Il riciclaggio e il finanziamento del terrorismo in Svizzera

Indice

1. La nozione criminologica di <<rischio>> nei contesti della criminalità economica

2. Il contesto macro-economico svizzero

3. Lo white collar crime nel Diritto svizzero

4. Le Istituzioni pubbliche preposte al contrasto del riciclaggio e del finanziamento del

terrorismo

5. Il riciclaggio in Svizzera. Profili criminologici

6. Il ruolo di Avvocati, Notai e Fiduciari

 

1. La nozione criminologica di <<rischio>> nei contesti della criminalità economica

Dal punto di vista criminologico e meta-geografico, il <<criminal risk>> dipende dalle minacce sociali e dalle lacune securitarie esistenti nel tessuto collettivo. Nel caso del riciclaggio di denaro e del finanziamento del terrorismo, alcuni Autori anglofoni hanno predisposto accurate griglie ermeneutiche per poter valutare la quantità e la qualità degli attentati anti-ordinamentali di carattere tributario e finanziario (threat assessment). A loro volta, gli atti illeciti sono distinti in atti potenziali e, dall’altro lato, atti effettivamente commessi e misurabili. In terzo luogo, è necessario analizzare la permeabilità del sistema bancario di un determinato Paese e, in effetti, per quanto afferisce alla Svizzera, le Pubbliche Autorità proseguono nel sottovalutare i disastrosi effetti di lungo periodo provocati dall’ immissione illegale di denaro all’interno dei circuiti economici. Nel caso della Confederazione, l’analisi statistica quantitativa dei rischi necessita della collaborazione delle Banche e degli altri Intermediari Finanziari atipici, i quali, nella quasi totalità dei casi, rifiutano di applicare gli Artt. 305 bis[1] e 305 ter[2] StGB, che si tradurrebbero, a livello empirico, in un’auto-segnalazione contraria alle naturali esigenze di lucro fondanti l’Ordinamento bancario. Provvidenzialmente, esistono serie mappature giuridico-economiche di rango internazionale, in tanto in quanto gli atti riciclatori ed il sostentamento patrimoniale del terrorismo coinvolgono, sotto il profilo operativo, svariati contesti nazionali, non certo limitati alla Svizzera od a qualche singolo Istituto di Credito cantonale. Ognimmodo, non si può nascondere che il <<diritto di comunicazione>> statuito nella GwG costituisce una Norma astratta e, per certi versi, financo risibile, giacché non ha senso affidare agli Operatori privati la facoltà semi-vincolante di contraddire l’ interesse economico del proprio cliente.

L’Ufficio di comunicazione in materia di riciclaggio di denaro, tra il 2004 ed il 2014, in Svizzera, ha catalogicamente indicato ed elencato i principali motivi che recano a sospettare in maniera fondata circa la natura illecita di una transazione bancaria. Basti pensare a fattori meritevoli di sospetto come l’implicazione di Stati ad alto tasso di criminalità organizzata, l’eccessiva disponibilità di denaro contante, l’abnorme utilizzo  di prestanomi nullatenenti, l’impiego di persone giuridiche con sede in Paesi offshore ed il coinvolgimento di individui politicamente esposti, come parlamentari, esponenti politici e pubblici ufficiali legati a contesti di stampo mafioso. Esistono, inoltre, centinaia di fattori indicanti un’anormalità patrimoniale che esula dall’ordinario funzionamento degli scambi economici (bonifici improvvisi quantitativamente non ragionevoli, accredito di assegni con un numero eccessivo di girate, domiciliazioni sistematiche in paradisi fiscali, utilizzo di interposte persone pregiudicate, legami con Stati impegnati in conflitti bellici o guerre civili, deposito di banconote di grosso taglio, intrecci palesi con Nazioni dedite al narcotraffico, coinvolgimento ossessivo con commercianti di armi da fuoco, presenza costante di inspiegabili benefici monetari a parenti di governati, parlamentari o capi di Stato). Di solito, nel caso specifico della Svizzera, l’Autorità federale di sorveglianza dei mercati finanziari (FINMA) classifica le transazioni bancarie secondo 5 livelli di rischio potenziale: molto debole, debole, medio, elevato, molto elevato.

 

2. Il contesto macro-economico svizzero

Nell’Anno di Bilancio macro-economico 2013, il PIL elvetico ammontava a 635 Miliardi di Franchi, il 72% dei quali proveniente dal settore dei servizi. Le imprese maggiori, nella Confederazione, sono senza dubbio le Banche, gli Istituti Assicurativi, i Fiduciari, gli Amministratori di Fondi comuni, le Borse e le Casse pensionistiche. In totale, la finanza svizzera fornisce 210.000 posti di lavoro, la maggior parte dei quali a tempo indeterminato. Da soli, gli intermediari Finanziari garantiscono al Fisco federale, cantonale e comunale ben 5,7 Miliardi di Franchi di entrate, ovverosia il 7,4% del gettito fiscale entrante nazionale. Purtroppo, anche la Svizzera, tra il 2003 ed il 2014, ha risentito della crisi economica globale, che ha recato, nel corso dei primi Anni Duemila, alla perdita del 17,3% delle persone giuridiche preposte alla raccolta ed alla gestione del risparmio pubblico. Secondo un Censimento ufficiale pubblicato, nel 2013, dalla Banca Nazionale Svizzera, più del 66% delle Banche private elvetiche è di nazionalità straniera, ma, sempre nel 2013, il circuito bancario svizzero, sotto il profilo decisionale, risulta solidamente guidato dalla Banche cantonali e da quelle regionali, le quali costituiscono l’autentica spina dorsale della Macro-economia svizzera. Le piazze economiche principali sono concentrate nelle città di Zurigo, Ginevra e Lugano. Ginevra contava, nel 2014, 64 Banche, 1.430 Operatori atipici, per un totale di 1.572 Intermediari. Segue Lugano con 19 Istituti di Credito e 884 gerenti di patrimoni. Infine, importanti sono pure le 104 Banche zurighesi, unite a 1.689 Intermediari atipici e ben 222 Fiduciarie quotate nelle Borse. Viceversa, le zone con minori attrattive finanziarie sono Nibvaldo, Obvaldo, Uri, Appenzello interno ed esterno, Basilea campagna e Giura. In totale, esclusi i Fiduciari persona-fisica, la Confederazione conta oggi 7.402 Intermediari Finanziari, con una vera e propria esplosione numerica recente degli Operatori atipici (6.483 a cui vanno aggiunte 594 persone giuridiche collocate nelle Borse). Il settore bancario svizzero supera le cifre totali nazionali degli USA e del Regno Unito, raggiungendo i livelli di eccellenza di Singapore e del Gran Ducato di Lussemburgo. La gestione dei Fondi offshore oltrepassa di svariati Miliardi di dollari statunitensi i mercati concorrenti di Hongkong, dei Caraibi, di Panama, di Dublino e delle Isole della Manica.

 

3. Lo white collar crime nel Diritto svizzero

Nel corso dell’ ultima ventina d’anni, il Consiglio Federale ha manifestato la massima attenzione nei confronti del riciclaggio e del finanziamento del terrorismo, in tanto in quanto lo white collar crime, in maniera silenziosa e subdola, provoca gravi alterazioni in danno dei normali equilibri macro-economici. Le utilità di provenienza illecita scardinano l’ordinario sistema IS/LM e recano ad una sistematica corruzione all’interno dell’Autorità Giudiziaria e della Pubblica Amministrazione. Ciononostante, a parere di chi scrive, la Normativa elvetica contro le condotte riciclatorie manca della necessaria concretezza fattuale. Nel contesto svizzero, le Banche e gli altri Intermediari Finanziari beneficiano ancor oggi di un margine di discrezionalità eccessivo ed ipertrofico, sicché gli sforzi de jure condendo della Criminologia e della Dottrina vengono quasi sempre vanificati sotto il profilo della Prassi operativa.

Nel 2003, il Legislatore federale elvetico ha novellato buona parte delle Norme afferenti al problema della criminalità finanziaria, alla luce della nuova problematica scaturita dalla nascita del terrorismo islamico internazionale, che possiede ingenti risorse patrimoniali ben occultate all’ interno del tessuto bancario della Confederazione. Vanno menzionate, sempre in tema di white collar crime, pure le novellazioni giuridiche  del 2007, del 2009 e del 2013, le quali sono state modellate sulla base del c.d. <<Gruppo Egmont>>, che riunisce 147 Paesi seriamente e metodicamente impegnati nella lotta normativa al riciclaggio ed al finanziamento delle cellule terroristiche di Al Qaida e dell’ ISIS. In particolar modo, è basilare anche il Messaggio del 13/12/2013 adottato dal Consiglio Federale di Berna per il miglioramento internazionale della lotta alla delinquenza dei colletti bianchi. Tra il 2015 ed il 2016, è entrata in vigore in due fasi, nell’Ordinamento federale elvetico, la nuova Legge sulla trasparenza degli Enti morali e dei titoli al portatore. Quest’ultimo Atto normativo ha introdotto l’obbligo di iscrizione al Registro di Commercio di tutte le fondazioni nonché dei Fondi di gestione dei patrimoni familiari. Inoltre, la summenzionata Riforma, introdotta nel biennio 2015–2016, ha intensificato i controlli anti-riciclaggio a carico di società atipiche che emettono titoli al portatore, di persone morali,  di intermediari di valori patrimoniali e di agenti immobiliari abitualmente impegnati in transazioni di controvalore superiore ai 100.000 Franchi.



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